In sintesi: per una PMI il punto di equilibrio è una figura interna forte che presidia strategia e dati, affiancata da un partner esterno che porta gli specialisti. Un organico marketing completo costa più di quanto sembri dal lordo in busta e concentra il rischio su poche teste. Sotto trovi i costi reali, il confronto sui criteri che contano e quattro domande per decidere.
La domanda «meglio internalizzare o affidarsi a un'agenzia?» nasconde la decisione vera, che riguarda quanto presidio tenere dentro e quanta esecuzione specialistica affidare fuori. Questa guida mette in fila i dati disponibili, dichiara da dove vengono e chi li ha pagati, e chiude con un percorso decisionale.
Quanto costa davvero un team marketing interno?
Più del lordo che leggi nel contratto. In Italia la retribuzione annua lorda è solo la prima voce: sopra ci vanno i contributi INPS a carico dell'azienda, l'INAIL e l'accantonamento del TFR, e il costo aziendale che ne esce sta di solito intorno a una volta e mezza la RAL.
Alle voci di busta paga se ne aggiungono altre che di rado entrano nel conto. Le licenze degli strumenti per SEO, email, analytics, advertising e grafica, che per una sola persona valgono facilmente qualche migliaio di euro l'anno. La formazione continua, senza la quale la competenza si svaluta in pochi trimestri. La selezione e l'inserimento, con i mesi che passano prima che una persona nuova produca. Il tempo di chi la coordina e le dà obiettivi.
Poi c'è la sostituzione. Secondo Gallup rimpiazzare una persona costa fra metà e due volte la sua retribuzione annua, e l'istituto definisce conservativa quella stima (Gallup, 2019). Quando qualcuno se ne va porta con sé anche lo storico dei dati e delle relazioni, che nessun passaggio di consegne recupera per intero.
Sommate queste voci, un team anche piccolo diventa un costo fisso a sei cifre l'anno, rigido verso il basso quando il fatturato cala. Per il confronto con i listini esterni c'è la guida ai costi di un'agenzia di marketing in Italia.
Il contesto aiuta a capire perché la rigidità pesa. La Gartner 2025 CMO Spend Survey misura i budget marketing fermi al 7,7% del fatturato aziendale, uguale all'anno prima, su 402 responsabili marketing intervistati fra febbraio e marzo 2025 in Nord America, Regno Unito ed Europa, quasi tutti in aziende sopra il miliardo di dollari di ricavi. Sono grandi imprese e non PMI italiane, quindi il numero vale come direzione e non come benchmark. Nella stessa rilevazione il 39% dei responsabili dichiara di voler ridurre la spesa in agenzie e il 39% quella in personale, il che dice che la pressione arriva su entrambe le voci.
In-house, agenzia o ibrido: il confronto sui criteri che contano
Ogni modello ottimizza una variabile diversa, e la scelta dipende da quale variabile ti serve.
| Criterio | Team in-house | Agenzia | Presidio interno + agenzia |
|---|---|---|---|
| Struttura di costo | fisso ed elevato | variabile, modulabile | un fisso leggero più il variabile |
| Ampiezza competenze | limitata a una o due teste | intero spettro specialistico | spettro completo via partner |
| Continuità | fragile su ferie, malattia, dimissioni | alta, è una struttura | alta |
| Velocità di scaling | lenta, passa dalle assunzioni | rapida | rapida |
| Conoscenza del brand | alta | da costruire | alta, la presidia la figura interna |
| Rischio principale | costi fissi e dipendenza da poche persone | scelta del partner | scelta del partner |
Sulla diffusione dei tre modelli il dato più citato viene dal Digital Marketing Institute, ripreso da Brixon Group nel 2025: fra le aziende B2B intervistate il ricorso prevalente all'in-house è sceso dal 47% del 2020 al 38%, mentre il modello ibrido è salito dal 31% al 49%. Due avvertenze prima di usarlo. Il campione è internazionale e in prevalenza corporate, quindi non descrive la PMI italiana. E chi ha aggregato e diffuso quei numeri è a sua volta un'agenzia che vende il modello ibrido, il che non li rende falsi ma li mette nella categoria dei dati di parte, da citare con il nome di chi li pubblica.
Le stesse fonti circolano anche con una tabella di soddisfazione a confronto fra i tre modelli. Quel confronto non esiste nei documenti originali, dove le percentuali misurano cose diverse fra loro, e per questo qui non compare.
Perché un team interno è più fragile di quanto sembri
Perché concentra il rischio. SEO tecnica, advertising a performance, contenuti, analisi dei dati e progettazione grafica sono mestieri separati, e una o due persone non li coprono tutti allo stesso livello. Quello che ottieni è un presidio forte su un paio di aree e debole sulle altre, con la debolezza che si vede solo quando il mercato ti chiede proprio quella cosa lì.
C'è poi il caso banale. La persona chiave va in ferie ad agosto, resta a casa una settimana per un'influenza o dà le dimissioni a settembre, e con lei si ferma tutto quello che sapeva fare. Un'azienda che ha costruito il marketing su due teste sta accettando questa esposizione senza averla mai messa a bilancio.
Basta una figura interna al posto di un reparto?
Nella maggior parte dei casi sì. Il beneficio di avere qualcuno dentro sta nel presidio, cioè in una persona che possiede la strategia, custodisce i dati e i clienti, sa dire di no a una proposta sbagliata e tiene la relazione con chi esegue. Quella persona serve. Un intero organico che le sta sotto, quasi mai.
L'esecuzione specialistica la porta il partner esterno, che è una struttura e quindi assorbe ferie, malattie e uscite senza fermare il lavoro, e che mette a disposizione otto o dieci mestieri diversi al posto di uno o due generalisti. La figura interna garantisce che tutto questo resti agganciato al business e non diventi una macchina che gira per conto suo.
Quando conviene affidarsi a un'agenzia?
Quando servono competenze difficili da assumere, quando il fabbisogno è discontinuo e quando devi muoverti in fretta. La SEO tecnica, l'advertising a performance e l'analisi dei dati sono profili contesi e costosi, e per una PMI trovarli, pagarli e trattenerli è un progetto a sé. Un fabbisogno che va a ondate, con lanci concentrati e periodi piatti, non giustifica un contratto a tempo indeterminato. E una fase di avvio non lascia margine per imparare sbagliando sulle fondamenta.
I criteri per valutare un partner stanno nella guida per scegliere un'agenzia di marketing. Per il presidio del territorio, un partner mette in piedi la SEO locale per PMI prima di quanto ci metta un'assunzione ad arrivare a regime.
Come si toglie il rischio di coordinamento?
Con l'accountability su una testa sola. Il modello ibrido ha un punto debole dichiarato, che è il costo di far parlare fra loro il presidio interno e i fornitori esterni, e quel costo cresce con il numero di fornitori: due agenzie e un freelance significano tre riunioni separate e nessuno che risponda del risultato complessivo.
Le contromisure sono quattro e vanno messe nel contratto, non nella relazione personale. Un solo interlocutore che risponde end-to-end, con il nome scritto. Un brief unico da cui discendono tutte le attività, aggiornato in un posto solo. Una riunione ricorrente con un ordine del giorno fisso, che sostituisce lo scambio continuo di messaggi. Una regola esplicita su chi decide quando due fornitori sono in disaccordo.
Il segnale che il coordinamento non funziona arriva presto e suona sempre uguale, ed è la frase «quello non è di nostra competenza» detta su un problema che il cliente vive come unico. Se compare nei primi mesi, il perimetro dei contratti è scritto male e va riaperto. Le voci da controllare stanno nella guida alla trasparenza contrattuale.
Quando ha senso un team interno completo?
In pochi casi, tutti riconoscibili. Quando il marketing coincide con il prodotto, come in un'azienda che vende contenuti o media. Quando i volumi saturano a tempo pieno più specialisti diversi, il che per una PMI significa una macchina già grande. Quando l'azienda ha il budget per pagare figure senior e la struttura per trattenerle negli anni. Fuori da questi casi il conto torna quasi sempre a favore del presidio interno più il partner.
Come decidere: quattro domande
- Quante competenze diverse ti servono davvero nei prossimi dodici mesi? Se sono molte, l'esecuzione va fuori. Se è una sola e continuativa, una figura interna può bastare.
- Puoi permetterti che il marketing si fermi quando una persona non c'è? Se la risposta è no, ti serve una struttura e non un individuo.
- Il lavoro satura più specialisti a tempo pieno? Per una PMI raramente, e allora il costo va reso variabile.
- Hai in azienda qualcuno che possa possedere strategia e dati, o vuoi assumerlo? Quella è la figura da cui parte tutto il resto.
Se hai risposto molte, no, raramente e sì, il modello che ti conviene è una figura interna forte più un partner esterno. Il passo successivo è scrivere il brief e mettere a gara due o tre fornitori sugli stessi criteri.
Domande frequenti
Costa meno il marketing interno o un'agenzia?
Sul costo totale, per una PMI quasi sempre l'agenzia. Il team interno trasforma il marketing in un costo fisso che comprende stipendi, contributi, strumenti, formazione e sostituzioni; il partner esterno lo rende variabile e a parità di budget mette in campo più mestieri. Il confronto va fatto sul costo aziendale pieno.
Cos'è il presidio interno?
È la persona che in azienda possiede la strategia di marketing, custodisce i dati e la relazione con i clienti e coordina il partner esterno. Dà il controllo di un team interno senza il costo fisso e la fragilità di un organico completo.
Perché un'agenzia dovrebbe essere più stabile di un dipendente?
Perché è una struttura. Ferie, malattie e dimissioni di una singola persona non interrompono il servizio, e il cliente accede a più specialisti invece che a una o due teste. La contropartita è che la scelta del partner diventa la decisione critica.
Quanto tempo serve per capire se il modello funziona?
Fra tre e sei mesi sulle metriche di attività e di lead, più a lungo sulle metriche di fatturato. La regola pratica è fissare prima della partenza quali numeri si guardano, con quale frequenza e con quale soglia di allarme, così la valutazione non diventa una discussione di impressioni.
Nota metodologica: i dati citati vengono da rilevazioni internazionali 2025 su campioni prevalentemente corporate e vanno adattati alla realtà delle PMI italiane. Dove la fonte ha un interesse commerciale nel risultato, questo articolo lo dichiara. Nessun dato è proprietario di Migliore Agenzia.


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